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Gestire le spese in coppia: quattro metodi e le loro conseguenze
Fare a metà sembra la soluzione più equa. Appena i redditi sono diversi, è aritmeticamente la più diseguale. Ecco i quattro metodi possibili, confrontati su una coppia che guadagna 1 500 € e 2 300 € netti al mese, con quello che ciascuno produce davvero.
La risposta breve
Non esiste un metodo giusto in assoluto, ma esiste un indicatore che decide: quanto resta a ciascuno una volta pagate le spese comuni. Il 50/50 lascia a chi guadagna meno un margine quasi dimezzato; la divisione in proporzione ai redditi lo mantiene proporzionato.
In Italia, l'articolo 143 del codice civile stabilisce che i coniugi contribuiscono ai bisogni della famiglia in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacità di lavoro. Cioè: la regola di default è la proporzione, non la metà.
Il caso di riferimento
Anna guadagna 1 500 € netti al mese, Bruno 2 300 €. Le loro spese comuni ammontano a 1 300 €: affitto 700 €, spesa 350 €, bollette e condominio 150 €, varie 100 €.
Metodo 1 — Metà e metà
Ciascuno versa 650 €.
| Reddito | Versa | % del reddito | Gli resta | |
|---|---|---|---|---|
| Anna | 1 500 € | 650 € | 43 % | 850 € |
| Bruno | 2 300 € | 650 € | 28 % | 1 650 € |
A Bruno resta quasi il doppio una volta pagato il comune. In concreto può risparmiare, viaggiare o uscire mentre lei sceglie a cosa rinunciare. È semplice da applicare, ed è l'origine di uno squilibrio che, accumulato per anni, produce patrimoni molto diversi.
Quando funziona: redditi vicini, oppure scelta esplicita di entrambi.
Metodo 2 — In proporzione ai redditi
Ciascuno versa la quota delle spese comuni corrispondente al suo peso nei redditi della coppia. I redditi fanno 3 800 €: Anna pesa il 39 %, Bruno il 61 %.
| Reddito | Versa | % del reddito | Gli resta | |
|---|---|---|---|---|
| Anna | 1 500 € | 513 € | 34 % | 987 € |
| Bruno | 2 300 € | 787 € | 34 % | 1 513 € |
Ciascuno destina la stessa proporzione del proprio reddito alla casa, e la differenza di margine riflette esattamente la differenza di reddito, né più né meno. È il criterio recepito dal codice civile, ed è il più raccomandato.
Il calcolo: quota = spese comuni × (reddito proprio ÷ redditi della coppia). Da rifare quando cambia un reddito, non ogni mese.
Metodo 3 — La cassa comune integrale
I due redditi entrano su un conto comune, tutte le spese ne escono, e ciò che resta si divide in parti uguali. Ad Anna e Bruno restano 1 250 € a testa.
È il metodo più solidale e il più redistributivo: equivale a far versare 250 € ad Anna e 1 050 € a Bruno per avere lo stesso margine. Presuppone fiducia completa e una visione della coppia come unica entità economica.
Il suo punto cieco: in una convivenza di fatto, senza matrimonio, quanto versato su un conto intestato a una sola persona si presume suo salvo prova contraria. Un conto cointestato, o almeno una traccia dei versamenti, non è diffidenza: è ciò che evita una discussione impossibile anni dopo.
Metodo 4 — Conti separati, divisione per voci
«Tu l'affitto, io la spesa.» Molto diffuso perché non richiede alcun calcolo. Il difetto è che il risultato è arbitrario: dipende da quanto costa ogni voce, non da un'intenzione.
| Si occupa di | Versa | % del reddito | |
|---|---|---|---|
| Anna | Spesa + varie | 450 € | 30 % |
| Bruno | Affitto + bollette | 850 € | 37 % |
Qui la divisione sovracorregge: Bruno destina una quota del suo reddito superiore a quella di Anna, senza che nessuno l'abbia deciso. Il mese in cui la spesa aumenta, l'equilibrio si sposta ancora. È accettabile a condizione di verificare una volta all'anno dove atterra davvero.
Confronto d'insieme
| Metodo | Anna versa | Bruno versa | Resta ad Anna | Resta a Bruno |
|---|---|---|---|---|
| Metà e metà | 650 € | 650 € | 850 € | 1 650 € |
| In proporzione | 513 € | 787 € | 987 € | 1 513 € |
| Cassa comune | 250 € | 1 050 € | 1 250 € | 1 250 € |
| Per voci | 450 € | 850 € | 1 050 € | 1 450 € |
Tutti e quattro sono difendibili. Quello che non lo è, è subirne uno senza averlo scelto — in particolare il 50/50 per default, adottato perché nessuno ha voluto affrontare l'argomento.
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Crea il gruppo della coppiaRegime patrimoniale: perché cambia le cose
In Italia il regime di default del matrimonio è la comunione dei beni: quanto ciascuno acquista durante il matrimonio è comune, indipendentemente da chi ha pagato le bollette. Scegliendo la separazione dei beni, invece, ogni patrimonio resta proprio — e lì chi paga cosa ha conseguenze reali a lungo termine.
Per le convivenze di fatto, la legge 76 del 2016 riconosce alcuni diritti ma non crea un regime patrimoniale automatico. È possibile firmare un contratto di convivenza davanti a un notaio o a un avvocato per regolare i rapporti economici. In assenza, conta ciò che si riesce a dimostrare: ragione in più per lasciare traccia dei versamenti, soprattutto sulle spese grandi.
Queste informazioni sono di carattere generale e non costituiscono una consulenza legale.
Oltre il mese corrente
- Gli apporti diversi nell'acquisto della casa. È la questione economicamente più pesante di una coppia, e quella che si sistema peggio a posteriori. Si risolve nell'atto, davanti al notaio, non in un foglio di calcolo.
- I congedi parentali e le riduzioni d'orario. Un calo temporaneo di reddito squilibra in modo duraturo i risparmi di chi lo subisce. Meglio un aggiustamento esplicito della quota che un recupero vago.
- I risparmi. Decidete se sono comuni o individuali, e in quale proporzione. Un risparmio «individuale» alimentato da margini molto diversi riproduce la disuguaglianza dei redditi, amplificandola.
- Le spese grosse una tantum — viaggio, elettrodomestici, auto — meritano di essere registrate anche in una coppia che mette tutto insieme, non fosse che per sapere dove vanno i soldi.
In sintesi
- Il 50/50 è equo solo con redditi simili; altrimenti divide il margine in modo molto diseguale.
- La proporzione ai redditi pareggia lo sforzo relativo: è il criterio del codice civile italiano.
- La cassa comune integrale è la più solidale, a patto di un conto cointestato o di una traccia dei versamenti.
- La divisione per voci è comoda ma arbitraria: verificate una volta all'anno dove atterra.
- Scegliete esplicitamente, e riparlatene quando cambia un reddito.