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Vacanze dei figli: dividere quando i soggiorni sono diversi

Aggiornato il 15 ottobre 2026 · 6 min di lettura

Le vacanze concentrano tutto ciò che crea attrito fra genitori separati: cifre più alte del solito, anticipate da uno solo, per soggiorni di durata diversa. La divisione per notti risolve gran parte del problema, a patto di sapere che cosa non risolve.

La risposta breve

Ciò che si consuma a notte si divide a notte. Casa, spesa, skipass: si divide per il totale delle notti e si moltiplica per le notti di ciascuno.

Il resto si divide come sempre. Viaggio, attrezzatura e assicurazione non dipendono dalla durata: seguono la regola abituale del gruppo, a metà o in proporzione al reddito.

Il calcolo per notti

Due settimane di vacanza: il figlio passa dieci notti con Chiara e quattro con Tommaso. La casa è costata 700 €, pagati da Tommaso.

Avendo Tommaso anticipato tutto, Chiara gli deve 500 €.

Contare le notti e non i giorni evita la classica discussione sul giorno del passaggio, quando il figlio è al mattino con uno e alla sera con l’altro. Una notte appartiene senza ambiguità a un solo genitore.

Che cosa non si divide per notti

Applicare la proporzione delle notti a tutto è l’errore più frequente, e favorisce sempre lo stesso genitore.

I viaggi. Un andata e ritorno costa uguale che il figlio resti quattro notti o dieci. Segue la regola abituale, non la durata.

L’attrezzatura. Una tuta da sci, un costume, una valigia servono poi tutto l’anno, in entrambe le case. Metterli sulle notti di un solo soggiorno non ha senso.

Ciò che un genitore ha deciso per sé. Una casa più grande per ospitare i propri invitati, un extra scelto da uno solo: la differenza resta a suo carico.

La trappola di ciò che si paga in anticipo

Una casa si prenota spesso sei mesi prima, con una caparra. Nel frattempo le date possono cambiare.

La caparra non è la spesa. Va annotata appena versata, perché chi l’ha anticipata non la dimentichi, ma la ripartizione definitiva si fa sul totale, a soggiorno concluso e con le notti davvero contate.

In caso di disdetta, la domanda è chi ha disdetto, e perché. Un impedimento subìto — una malattia, il lavoro — si divide come si sarebbe diviso il soggiorno. Un cambio di programma deciso da un genitore resta a suo carico. Questa regola tiene solo se posta prima di prenotare, non dopo la disdetta.

L’assicurazione annullamento, invece, si divide sempre come il viaggio: protegge entrambi, qualunque sia la durata.

Un soggiorno intero, con i numeri

Chiara: 10 notti. Tommaso: 4 notti. Il resto, a metà.

A ciascuno spettava: Chiara 500 + 200 + 80 + 60 = 840 €, Tommaso 200 + 80 + 80 + 60 = 420 €. Chiara ha anticipato 400 €, Tommaso 860 €. Alla fine, Chiara deve 440 € a Tommaso.

Messo così, il calcolo non si discute più. A memoria, non torna mai.

Metterlo per iscritto prima di partire

Bastano tre frasi, e conviene fissarle prima di prenotare invece che al ritorno: che cosa si divide per notti, che cosa si divide come sempre e che cosa si fa in caso di disdetta. Così entrambi hanno la stessa regola in testa, e il soggiorno non finisce in una trattativa.

Con WeSplit

La modalità quote accetta 10 e 4 come 40 e 60: scrivi le notti di ciascuno sulle spese che ne dipendono, e la divisione abituale sulle altre. Ogni spesa mantiene la propria regola, nello stesso gruppo.

A fine soggiorno resta un solo numero: quanto uno deve all’altro. L’esportazione in foglio di calcolo ne dà il dettaglio, con le date, se i ricordi divergono.

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